Biblioteca

Ciò che è stato affidato.

Qui puoi guardare ciò che è stato esposto nella Biblioteca e le parole che lo accompagnano.

Via Roma e la casa sullo sfondo

Aperto da Mario Miazzo

Cartolina.jpg

Cartolina.jpg

Affidato da Mario Miazzo

Questa è una vecchia cartolina che ho trovato su eBay. Ho semplicemente copiato e salvato l’immagine perché non mi interessava acquistarla, non essendo un collezionista. Forse è ancora disponibile.

Affidato il 13/09/2026 17:17

Scansione 16.jpeg

Scansione 16.jpeg

Affidato da Mario Miazzo

Su questa foto non ho, purtroppo, nessuna informazione. Dal tipo di automobili che si vedono, sembrerebbe risalire agli anni 20 o 30 del secolo scorso. Magari, pubblicandola, qualcuno potrebbe riconoscere il luogo, le persone o qualche altro particolare e aiutarci a ricostruire il contesto in cui è stata scattata.

Affidato il 13/09/2026 18:00

Via Umberto I Grantorto.png

Via Umberto I Grantorto.png

Affidato da Daniele Donatello

Questa è una foto di Via Umberto I scattata nei primi del Novecento con il fotografo posizionato tra il piazzale della chiesa e la canonica. L'arrivo del fotografo era un evento eccezionale: per questo le persone si fermavano, si sedevano in posa e i bambini (che all'epoca passavano l'intera giornata a giocare in strada liberi) accorrevano incuriositi a farsi ritrarre. La strada è in terra battuta e la cosa interessante è il lampione a lanterna che si vede a sinistra all'epoca alimentato o a petrolio o a carburo.

Luogo: Grantorto Via Umberto I

Periodo: Primi anni del novecento (circa 1900-1915)

Affidato il 01/10/2026 15:01

Il problema della sostenibilità del Sistema Sanitario Nazionale

Aperto da Giovanni Anello

SSN - Analisi sulla spesa sanitaria

Documento PDF · monitoraggio_spesa_sanitaria.pdf

Affidato da Giovanni Anello

Affidato il 19/09/2026 15:43

sull'impiego della IA in medicina

Documento PDF · IA_medicina.pdf

Affidato da Giovanni Anello

Affidato il 19/09/2026 15:44

Impatto dei Chatbot sulla gestione della salute

Aperto da Giovanni Anello

Valuazione iniziale della tematica

Documento PDF · chatbot_in_medicina.pdf

Affidato da Giovanni Anello

Affidato il 19/09/2026 15:47

Avvicinare la medicina territoriale ai veri bisogni della popolazione

Aperto da Giovanni Anello

analisi preliminare

Documento PDF · AI_medinica_territoriale.pdf

Affidato da Giovanni Anello

Affidato il 19/09/2026 15:49

Riscopriamo il tempo lento. Diamo una possibilità al silenzio e all'ascolto

Aperto da Giovanni Anello

Non sempre serve alzare la voce

Documento PDF · invito.pdf

Affidato da Giovanni Anello

Considerazioni su questa iniziativa

Affidato il 24/09/2026 09:33

Il cinema di Grantorto. La memoria di una comunità, da ricostruire insieme.

Aperto da Mario Miazzo

Ritratto di gruppo  per l'inaugurazione del cinema di Grantorto anno 1922.png

Ritratto di gruppo per l'inaugurazione del cinema di Grantorto anno 1922.png

Affidato da Mario Miazzo

Inaugurazione sala delle adunanze

Periodo: 1922

Affidato il 24/09/2026 16:45

Inaugurazione cinema restaurata.png

Inaugurazione cinema restaurata.png

Affidato da Mario Miazzo

Periodo: 1922

Affidato il 24/09/2026 16:48

Il cinema di Grantorto

Affidato da Mario Miazzo

Ci sono edifici che custodiscono una parte della storia di un paese. Il vecchio cinema di Grantorto è uno di questi. Dentro quelle mura si intrecciano l’impegno di chi lo volle, la forza della comunità che contribuì a costruirlo e i ricordi di chi lo ha frequentato. La sua storia è legata a don Gennaro Gennari, il parroco che segnò profondamente la vita di Grantorto nei primi quarant’anni del Novecento. Fu lui a volere e promuovere la costruzione della Casa delle Adunanze per i Giovani, poi diventata cinema. Un’opera resa possibile dalla partecipazione della comunità: persone che seppero unire le proprie forze per dare al paese un luogo di incontro, educazione e crescita. L’edificio, di proprietà della Parrocchia di Grantorto, è tra le testimonianze storiche del paese che ancora possiamo riconoscere e custodire. Sulla facciata, la scritta SINITE PARVULOS VENIRE AD ME. “Lasciate che i bambini vengano a me” conserva il segno della sua vocazione originaria e del legame con i giovani. Guardarlo oggi significa anche riconoscere ciò che chi ci ha preceduto ha saputo costruire insieme. È una storia di cui sentirci orgogliosi e verso la quale abbiamo una responsabilità: conoscerla, conservarla e trasmetterla. Per ricostruire questa storia abbiamo svolto ricerche anche presso l’Archivio storico della Diocesi di Vicenza. Purtroppo, dopo il devastante bombardamento che colpì Vicenza il 14 maggio 1944, è rimasto pochissimo della documentazione precedente e, dalle ricerche effettuate, non è emerso alcun materiale relativo alla Casa delle Adunanze per i Giovani, poi diventata cinema. Una parte della storia scritta di questo luogo è andata perduta. Proprio per questo, ciò che è rimasto nelle case e nella memoria delle persone acquista un valore particolare. Una fotografia conservata in un cassetto, un documento, il racconto di una serata o il nome di una persona possono aiutarci a ricomporre questa storia. Partiamo da due fotografie dell’inaugurazione, da un’immagine degli interni e dallle fotografie della situazione attuale. Sono i primi tasselli di una raccolta che vogliamo far crescere insieme ai cittadini. Questo spazio nasce anzitutto per mantenere viva la memoria del vecchio cinema. Attraverso quella memoria vogliamo comprendere meglio che cosa rischiamo di perdere e aprire una riflessione sul suo recupero e sulle funzioni che potrebbe accogliere.

Affidato il 25/09/2026 19:03

Cinema interno ric.png

Cinema interno ric.png

Affidato da Mario Miazzo

Luogo: Interno del cinema

Periodo: Anni 50 / 60 del secolo scorso

Affidato il 25/09/2026 21:03

Aiutaci a ricostruire questa storia.

Affidato da Mario Miazzo

Hai fotografie, locandine, biglietti, documenti o altri materiali legati al vecchio cinema? Ricordi un film, una recita, una persona o un episodio? Anche poche parole, o una testimonianza raccontata a voce, possono arricchire questa raccolta. Non occorre conoscere tutta la storia: ciascuno può conservarne un frammento. Vorremmo raccogliere anche informazioni che aiutino a riconoscere persone e dettagli nelle fotografie, precisare le date e correggere eventuali inesattezze.

Affidato il 25/09/2026 21:10

Le sfide connesse all'invecchiamento della popolazione

Aperto da Giovanni Anello

Può una piccola comunità fare qualcosa su una problematica di questa portata?

Affidato da Giovanni Anello

Qualche numero per aprire il tema. Secondo dati forniti dall'Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT), in Italia nel 2025 le nascite sono state 355mila, con una diminuzione del 3,9% sul 2024. Sull'altro piatto della bilancia misuriamo 652 mila decessi. In sostanza abbiamo perso 296 mila unità, peggiorando rispetto al 2024, quando la riduzione era pari a -283mila. C'è un indicatore ancora più significativo: l'età mediana, che vale 49.1 anni. Mediana vuol dire semplicemente che il 50% degli italiani viaggia sotto questa soglia e il 50% sopra. Tanto per farsi un'idea, alcune importanti nazioni africane presentano una mediana di 20 anni, e alcune anche 18. Il subcontinente Indiano (un miliardo e mezzo di persone) si colloca a 29 anni, mentre la Cina (un miliardo e 400 milioni), anche a causa di scelte di autolimitazione delle nascite deliberate decenni orsono, ha una mediana di 40 anni, cosa che ora preoccupa le autorità. Se non si verificheranno inattesi cambiamenti, nel 2050 (tra soli 24 anni) gli italiani saranno 55 milioni (attualmente sono 59), e nel 2100 -con tutti i se del caso - la stima parla di 35 milioni. Per tirarci su il morale, l'attesa di vita media in Italia (comprende uomini e donne) si è alzata a 84 anni con aspettativa di "vita in buona salute" che è tra le migliori del mondo: 64 anni, prima di incontrare significativi problemi di salute, per l'esattezza 6^ posto in Europa. Si tratta quindi di 20 anni da gestire affrontando problemi più o meno gravi. Qualcuno potrebbe ritenere che una riduzione della popolazione potrebbe non essere così male, che ci conceda più spazi in ambito lavorativo, più case, terra. Era un ruolo che un tempo svolgevano le carestie, le guerre e - soprattutto - le grandi epidemie. Purtroppo un lenta e progressivo invecchiamento è qualcosa di diverso. Data l'attuale struttura dei sistemi di protezione sociale. I rischi riguardano la sostenibilità del sistema pensionistico in primo luogo e di quello socio-sanitario a seguire, che sono alimentati dalla quota di popolazione attiva. Che se ne parli poco in sede politica è comprensibile, a nessuno piace dire che - in assenza di cambiamenti strutturali - staremo peggio: ma, purtroppo, i numeri hanno la testa dura. Non ho competenze, né volontà, per affrontare il tema su scala generale, il mio proposito è più limitato e riguarda ciò che è realizzabile sul piano locale per contenere la tempesta che si intravede all'orizzonte, con l'intento di contenere, stabilizzare se non migliorare lo stato di benessere generale. In altra occasione proverò a specificare cosa intendo per benessere generale, che non coincide con il solo stato di salute. Un diverso modo di dirlo: è solo una questione di ottenere più soldi, di legare la propria sorte a un protettore politico che, in cambio di consenso, raschi il fondo del barile per noi, permettendoci spostare piùà avanti la crisi? Si tratta di un discorso lungo, impegnativo, che può prestarsi a malintesi e conflitti su questioni di principio, oltre che polemiche politiche che dobbiamo sforzarci di contenere e porre - almeno in fase di analisi - in secondo piano. Queste righe vorrebbero avviare un confronto, verificare il grado di interesse, stimolare proposte, idee oltre che valutare il senso di questa iniziativa, al momento definita "Biblioteca", uno spazio che non vuole contrapporsi ai cosiddetti "social" e alla loro immediatezza, diffusione, alla lora capacità di connettere in modo immediato. Qui gli scopi sono diversi, ma complementari: approfondimento, riflessione, conservazione - senza limiti di tempo, di scadenza - di elementi della nostra memoria collettiva. Mattiamo alla prova questo strumento su temi concreti; potremmo scopriremo che ha un ruolo, un senso, o che proprio non ne vale la pena. Può darsi che alcune persone si sentiranno più a loro agio a esprimersi in questo formato, in questa modalità lenta, dove non sono previste "richieste di amicizia" o pollici un sù. Vedremo. In una fase successiva proverò ad avanzare qualche proposta concreta su questo argomento. Posso assicurarvi che i margini per provare a migliorare la nostra vita, senza dover mettere mani al portafogli, evitando atteggiamenti recriminatori, evocando "diritti", mendicare contributi, ci sono. Anzi, ho maturato la convinzione che la dimensione della piccola comunità potrebbe realizzare cambiamenti nella nostra esistenza difficili da ottenere con interventi "esterni" alla stessa comunità. Per ora fermiamoci qui . Vi rigrazion per l'attenzione

Affidato il 29/09/2026 08:51

Medicina Territoriale. Stato attuale e progetti su un'evoluzione possibile

Aperto da Giovanni Anello

Quando provammo a cambiare: l'UTAP del 2009

Affidato da Giovanni Anello

Parlando di sanità, capita spesso di ascoltare considerazioni sui tempi di attesa e sulla difficoltà di ottenere prestazioni, anche di primo livello. La conclusione più frequente è che occorrano maggiori risorse economiche. Certamente le risorse sono necessarie. Ma sono sufficienti? Non credo che la risposta sia così semplice. Vorrei provare ad affrontare questo argomento partendo da un'esperienza concreta, realizzata nel nostro territorio, anziché da un'analisi generale del sistema sanitario. Ho esercitato la medicina generale, sempre negli stessi luoghi, dai primi anni Ottanta fino al 2025. Le considerazioni che proporrò riguarderanno soprattutto questa esperienza professionale. Non pretendono di rappresentare una soluzione complessiva ai problemi della sanità. Questi interventi troveranno posto nella Biblioteca, uno spazio di documentazione e confronto le cui finalità sono illustrate nella pagina [Perché Biblioteca]. L'estate del 2009 Nell'estate del 2009, a Carmignano di Brenta, venne inaugurata una nuova organizzazione della medicina generale: l'UTAP, Unità Territoriale di Assistenza Primaria. Vi aderirono tutti i quattordici medici di medicina generale operanti nei comuni di Carmignano, Gazzo, Grantorto e San Pietro in Gu, per una popolazione di quasi diciannovemila persone. L'obiettivo era superare alcuni limiti dell'organizzazione tradizionale, nella quale ciascun medico operava prevalentemente nel proprio ambulatorio, con i propri assistiti e il proprio archivio clinico. La nuova struttura prevedeva una sede centrale a Carmignano, dove alcuni medici trasferirono stabilmente il proprio studio. Gli altri mantenevano gli ambulatori nei rispettivi paesi, ma partecipavano anche a turni aggiuntivi nella sede centrale. L'intento era assicurare una copertura del servizio di medicina generale di dodici ore al giorno, coordinando gli orari senza rinunciare alla presenza dei medici nei diversi comuni. Era previsto anche un servizio il sabato mattina, con la presenza di due medici e personale infermieristico. L'adesione comportava un impegno organizzativo e professionale aggiuntivo, per il quale l'Azienda sanitaria riconosceva uno specifico compenso. Non soltanto orari più lunghi Una delle innovazioni più significative riguardava la possibilità, previo consenso e con precisi controlli sugli accessi, di consultare le informazioni cliniche di un assistito anche quando il suo medico abituale non era presente. Questa possibilità era estesa alla Guardia Medica, oggi generalmente indicata come servizio di Continuità Assistenziale, che interveniva nelle ore notturne e nei giorni festivi. Nel 2009 non esisteva ancora il Fascicolo Sanitario Elettronico come lo conosciamo oggi. Un medico chiamato ad assistere una persona che non conosceva disponeva spesso di informazioni molto limitate sulla sua storia clinica. Con l'UTAP diventava possibile, nel rispetto delle condizioni previste, consultare la cartella dell'assistito e lasciare traccia dell'intervento effettuato. Il medico abituale poteva così ritrovare, al mattino, le informazioni relative a una visita, una prescrizione o un altro intervento compiuto durante la sua assenza, senza dover attendere che fosse il paziente a riferirglielo. Era un cambiamento importante: non soltanto più ore di assistenza, ma una maggiore continuità delle informazioni fra professionisti diversi. Non si trattava, dunque, soltanto di riunire più medici sotto uno stesso tetto. Si cercava di costruire una forma diversa di collaborazione, mantenendo nel contempo la presenza degli ambulatori nei diversi paesi. Che cosa ne arrivò agli assistiti? L'UTAP prevedeva strumenti e modalità organizzative che, almeno nelle intenzioni, avrebbero dovuto migliorare l'accessibilità e la continuità dell'assistenza. Ma quanto di questo progetto divenne un beneficio realmente percepibile dalla popolazione? Quali possibilità furono utilizzate e quali rimasero poco conosciute? Proverò a ricostruirlo nei prossimi interventi, distinguendo ciò che era previsto, ciò che fu effettivamente realizzato e ciò che arrivò agli assistiti. Sarebbe utile raccogliere anche i ricordi e le osservazioni di chi visse quell'esperienza, come paziente o come operatore sanitario. Potrebbero aiutarci a ricostruirla con maggiore completezza.

Affidato il 12/10/2026 10:31

Altri contributi

Grantorto, paese delle acque

Documento PDF · Le_acque_di_Grantorto_padovano_foto_migliorate copia.pdf

Affidato da Mario Miazzo

GRANTORTO, PAESE DELLE ACQUE L’acqua ha modellato il nostro territorio e continua ancora oggi a raccontarne la storia. C’è il Brenta, naturalmente, che ha segnato il paesaggio, l’agricoltura e la vita delle comunità che si sono sviluppate lungo le sue rive. Ma Grantorto è anche attraversato da una fitta rete di rogge, canali e fossi, piccoli corsi d’acqua che per secoli hanno irrigato i campi, disegnato confini, alimentato attività e contribuito a creare il paesaggio che conosciamo. Non sono semplicemente elementi geografici: fanno parte dell’identità del paese. Per questo ho voluto inserire questo libro, che ci aiuta a conoscere meglio il rapporto tra acqua, territorio e comunità. Perché conoscere Grantorto significa anche imparare a leggere le sue acque e il paesaggio che hanno costruito nel tempo. Un piccolo tassello per riscoprire e conservare la memoria del nostro territorio.

Affidato il 16/09/2026 08:48

centro.jpg

centro.jpg

Affidato da Giovanni Anello

Ecco qualcosa che la nostra comunità ha perso.

Luogo: Grantorto

Periodo: 1930-2026

Affidato il 05/09/2026 14:29